Chiedilo a mE – La posta dei lettori

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Chiedilo a mE

Questa settimana si inaugura una nuova rubrica: “Chiedilo a mE

Se hai un problema assillante, una domanda esistenziale ricorrente; se sei alla ricerca di quel piccolo consiglio che ti cambierà la vita o se cerchi semplicemente un suggerimento per migliorare il tuo life-style, indirizza i tuoi quesiti a “Chiedilo a mE”…

Cara mE,

sono disperata. Da qualche mese il mio lavoro è diventato un vero e proprio incubo: i miei capi si divertono a giocare a poliziotto buono/poliziotto cattivo e io mi ritrovo senza un dirigente che sia in grado di ascoltarmi. Con la scusa di un’attività da responsabile, sono stata invece demansionata. La mole di lavoro è insostenibile e l’ufficio si trova perennemente sottorganico. Lavoro come un automa senza riuscire a dare alcun valore aggiunto a ciò che faccio. Non mi lasciano prendere ferie o permessi perchè le scadenze incombono in continuazione. Lavoro tantissimo e non basta mai. Mi sento schiava della mia scrivania. Sono stanchissima. Respiro male. Sono arrivata persino a perdere il sonno per la rabbia e le preoccupazioni. I rapporti con le mie colleghe diventano ogni giorno più tesi. Anche le relazioni familiari sono messe a repentaglio perché sono nervosa e poco disponibile e parlo solo di lavoro. Ho perso ogni residuo senso dell’umorismo.

Il servizio che fornisco è di pessima qualità. Molti utenti sono persone frettolose, sgarbate e arroganti.

Nei quasi 10 anni di lavoro in questo Ente mi sono progressivamente sempre più allontanata dalla mia formazione e le tematiche che mi trovo ad affrontare ora mi sono estranee, per non dire del tutto aliene.

Ovviamente ho provato a chiedere un trasferimento. Ho provato persino a chiedere un’aspettativa senza stipendio. La risposta è sempre stata la stessa: no. Stavo pretendendo troppo.

Che cosa mi rimane da fare? Come posso, con i tempi che corrono, buttare alle ortiche un contratto vero?

tua

Indeterminata Disperata

Cara Indeterminata Disperata,

di qualsiasi tipo siano i tempi che corrono, ti sei praticamente risposta da sola: se il tuo fine è salvare il tuo lavoro, allora rimani e lotta! Prova a cercare un interlocutore più in alto dei due squallidi furbastri, docenti emeriti di mobbing applicato, con cui sei capitata. Scrivi, denuncia, fai causa, datti da fare, non mollare, insomma.

Se il tuo fine, invece, è, come mi sembra, salvare te stessa per tornare a fare qualcosa che ti assomiglia di più, allora licenziati in tronco, non sprecare ulteriori energie in compianti e recriminazioni e trasformati da Indeterminata Disperata a Determinata Serena!

tua

mE

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