L’ultimo posto al mondo dove vorresti essere… eppure ci sei…

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Those days...

Frequentemente la vita è stata disegnata nella mia mente come la traiettoria percorsa da una freccia. Lineare, se incontra un bersaglio, o a parabola discendente se la sua corsa non arriva a conoscere ostacoli. Ma comunque rapida, veloce e dal destino segnato dal braccio che l’ha scoccata e dall’occhio che ne ha impostato la direzione. Una partenza, un viaggio, una conclusione.

Chiudo gli occhi e provo a sentire che cosa ho dentro.

Onde. Solo onde. Onde di un mare a momenti liscio come una tavola, a momenti appena increspato in superficie, a tratti nero di onde altissime che sembrano trascinare in vortici, profondità e abissi inesplorati. E poi ancora azzurro-verde di una disperata e immota bonaccia.

Ecco io vedo solo mare nella mia vita e la vita come un mare.

E adesso so che l’unico modo che ho per solcarlo, anche se credo di conoscere e l’approdo e la rotta, è nell’amare le sue tempeste così come i suoi venti favorevoli, il buio delle sue profondità, così come i suoi luminosi riverberi.

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