La Signora Loa e la sigaretta

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Farmer's Market

La Signora Loa è il mio appuntamento del giovedi mattina.

Davanti alla sua bancarella Coldiretti sfodera sorriso, panza rotonda e le coloratissime verdure del suo orto: c’è la lollo in cespi verdi e violetti, i rossi pomodorini della sua serra, i mazzetti arancioni delle carotine, il rosa cipria delle ovette fresche di giornata. E poi ancora: la rassicurante rotondità della zucca mantovana, la disordinata pungente freschezza dell’insalata paesana, la lattea consistenza del cavolfiore, la robusta presenza delle patate color giallo terra e la promettente sapidità delle verdissime erbette.

L’angolo dei dolcetti fatti in casa, ogni settimana diversi, affianca eleganti vasetti di marmellata chiusi con fili di rafia naturale e piccoli mix di sale ed erbe fini per insaporire tutti i piatti.

Arrivo presto, prima che i meravigliosi cestini inizino a svuotarsi, e mi godo lo spettacolo;  la Signora Loa impartisce lezioni di cucina dalle ricette della sua nonna austriaca ed io, mentre spiega il trucco per le patatine fritte croccanti fuori, ma morbidissime dentro, mi sorprendo ad immaginarla indaffarata, tra un panetto di strutto e un ragù sul fuoco, in un cucinone di campagna come quelli di una volta, con un paio di gatti che le si attorcigliano intorno e fuori dalla finestra l’eterna nebbia fitta del suo agro lodigiano…

L’idillio si è interrotto bruscamente giovedi scorso quando la Signora Loa, parlando al suo fedele pubblico di massaie di ritorno – tra cui la sottoscritta – si è accesa una sigaretta.

E allora ho realizzato che il mio carrello della spesa sarà anche un carrello “a km zero” che parla dello stile di vita responsabile di chi evita gli ipermercati e si dimentica dove ha parcheggiato l’auto più di un mese prima, ma che gli alimenti di stagione che contiene vengono pur sempre da una delle zone a più alta concentrazione di inquinanti d’Italia!

Perciò, cara (in tutti i sensi) Signora Loa, ci vediamo giovedi. Pero’ questa volta mi fermerò anche alla bancarella accanto alla sua a comprare un chilo di cime di rapa pugliesi, le arance da Enna, le banane Del Monte e, pensi un po’, persino l’aglio che viene direttamente dalla Cina…

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